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martedì 16 dicembre 2008

PERMESSI DI SOGGIORNO - QUESTURA DI COSENZA


ELENCO DEI PERMESSI DI SOGGIORNO PRONTI DA RITIRARE PRESSO LA QUESTURA DI COSENZA

Elenco aggiornato al 4 NOVEMBRE 2008

Gli elenchi, nel rispetto della privacy sono formati da soli caratteri alfanumerici riscontrabili sulla ricevuta di presentazione dell'istanza o sulla ricevuta postale ( numero bollettino - numero assicurata ) in possesso del richiedente.

· permessi di soggiorno in formato cartaceo (vecchio modello);

· permessi di soggiorno elettronici.

Il cittadino extracomunitario che riscontra sugli elenchi l'avvenuta definizione della propria pratica, può ritirare il documento presso l'ufficio in cui ha presentato l'istanza, solo i PSE devono essere ritirati presso lo sportello dell'Ufficio Immigrazione della Questura.


Documenti

* PERMESSI CARTACEI PRONTI AL 04/11/2008
File PDF 31 KB


* PERMESSI ELETTRONICI PRONTI AL 04/11/2008
File PDF 33 KB

giovedì 4 dicembre 2008

Decreto flussi 2008: 150.000 cittadini extracomunitari ammessi in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale

Le quote saranno attinte dalle richieste inviate agli sportelli unici per l'immigrazione entro il 31 maggio 2008

È stato firmato il 3 dicembre 2008 il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che determina la programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2008.

Si tratta di complessivi 150.000 cittadini extracomunitari che entrano in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale.

In particolare, le quote riguardano:

  • 44.600 lavoratori domestici o di altri settori produttivi, provenienti da Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria, ripartiti secondo la tabella allegata
  • 105.400 lavoratori domestici o di assistenza alla persona, provenienti da altri Paesi.

Il provvedimento è stato adottato in considerazione dell’attuale congiuntura economica e del prioritario fabbisogno delle famiglie nel settore dell’assistenza domiciliare.

Le selezioni avverranno tenendo conto delle richieste dei datori di lavoro pervenute agli sportelli unici per l’immigrazione entro il 31 maggio 2008 eccedenti la quota dei flussi prevista con decreto del 30 ottobre 2007.
Il datore di lavoro non comunitario, persona fisica, dovrà essere in regola del titolo di soggiorno (art. 9 decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) o ne abbia presentato richiesta alla data di pubblicazione del decreto e, a decorrere dal 15 dicembre 2008, dovrà confermare l’interesse all’assunzione. Tale procedura, che dovrà concludersi entro venti giorni, prevede la compilazione di alcuni campi su un’apposita pagina web sul sito del Ministero dell'Interno.

lunedì 15 settembre 2008

Flussi. I patronati: “Accogliere tutte le domande”

Roma – 10 settembre 2008 - Accogliere tutte le domande già presentate e trovare un sistema migliore per le prossime corse alle quote.
È l’unico modo per uscire dall’empasse dei flussi d’ingresso e sanare il divario tra sommersi (la stragrande maggioranza) e salvati dei clic day. Soprattutto ora che è stata messa in discussione l’equità delle graduatorie .
A invocare questa soluzione sono i patronati del Ce.Pa., sigla che riunisce Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil, Ital-Uil. Attraverso i loro sportelli a dicembre scorso sono partite centinaia di migliaia di domande di assunzione, ma proprio queste spedizioni cumulative sarebbero state rallentate da blocchi del sistema informatico simili a quello denunciato a Milano.
“Avevamo denunciato da subito i problemi, che ovviamente passano in secondo piano di fronte alla differenza schiacciante tra domande presentate e posti disponibili. Ora seguiamo con attenzione l’esito del ricorso, le conseguenze potrebbero essere molto gravi” spiega a Stranieriinitalia.it Enrico Moroni, coordinatore nazionale e responsabile immigrazione dell’Inca, patronato che attualmente presiede il Ce.Pa.
Il rischio è che, anche in seguito ad altri ricorsi, si scateni quella che Moroni chiama “una guerra tra poveri”, del tipo: mettiamo in graduatoria qualcuno, ma tiriamo fuori qualcun altro. “Insomma alla fine a fare le spese di questa situazione sarebbero sempre i lavoratori e chi li ha chiamati, la soluzione dovrebbe invece essere generale”.
Ecco allora la via d’uscita: “Un nuovo decreto che permetta di accettare le domande già presentate se hanno i requisiti per portare a termine l’assunzione. Bisogna poi sedersi intorno a un tavolo –dice il rappresentante dell’Inca – e risolvere i problemi tecnici che ancora rallentano l’esame delle domande. Inoltre, perché le graduatorie in molte province non sono state ancora pubblicate?”.
Il nodo principale rimane comunque il sistema con cui vengono assegnati gli ingressi. “Questo terno al lotto che premia solo chi arriva per primo è inaccettabile” ribadisce Moroni. “I patronati – ricorda - hanno offerto assistenza gratuita in base a un protocollo col Viminale, hanno evitato file alle prefetture e alla fine sono stati addirittura penalizzati. Praticamente cornuti e mazziati…”

da: www.stranierinitalia.it

Click day immigrati: la difesa del Ministero dell'Interno


Il Tar della Lombardia ha ordinato alla Prefettura di Milano di sospendere per un mese il rilascio dei nulla osta non ancora consegnati ai lavoratori extracomunitari che avevano partecipato al 'click day' del 15 dicembre scorso

La procedura del decreto flussi 2007, che assegna i permessi di soggiorno a 170mila lavoratori di Paesi extra Ue, potrebbe non uscire indenne da un tribunale amministrativo. L'ordinanza del Tar Lombardia del 27 agosto, che blocca il rilascio dei nulla osta a Milano fino al 21 ottobre accogliendo un ricorso della Cisl, crea un precedente. E costringe il ministero dell'Interno alla mossa obbligata: opporsi alla sospensiva.

Il rompicapo in mano ai giudici riguarda il 15 dicembre, primo dei tre «click day» riservato ai cittadini di Paesi con una corsia preferenziale perché hanno firmato accordi bilaterali con l'Italia. Nelle prime cinque ore della gara, il computer centrale del Viminale si era inceppato: respingeva le domande con cognomi cingalesi perché troppo lunghi (l'altra spiegazione: il cervellone non riconosceva un carattere dell'alfabeto). Adesso, però, il problema non è dei cittadini cingalesi le cui domande grazie a questo contrattempo sono state messe in una graduatoria a parte ma degli extracomunitari di altri Paesi che stavano subito dietro: i nomi dello Sri Lanka hanno creato un tappo, le domande a seguire sono state ricevute con ritardoe l'orario di invio è il primo dei criteri per formare la graduatoria dei 170mila posti disponibili.
«Credo che nessuno possa mettere in discussione i diritti acquisiti dei 70mila lavoratori che hanno già ottenuto il nulla osta, sarebbe ingiusto. Verificheremo se qualcuno è stato danneggiato e daremo al Tar le spiegazioni che chiede», dice Mario Morcone, capo del Dipartimento libertà civili e immigrazione del Viminale che ha gestito la prima procedura tutta telematica dei flussi migratori.

Al ministero confidano nel fatto che l'irregolarità riguarda circa mille richieste su 740mila. Che su 140mila pratiche finora esaminate, il 40% si "autoesclude" per reddito inadeguato, stop della questura, obiezioni della direzione provinciale del lavoro. Che nella pratica sono state accolte richieste inviate dai sindacati alle tre di pomeriggio, a dispetto della voce comune che vuole le quote esaurite dopo i primi minuti dall'inizio della gara (il problema riguarda soprattutto i pacchetti di domande inviate dai patronati, non quelle dei privati). Finora, poi, il Tar lombardo ha solo chiesto alla prefettura di Milano di fare delle verifiche e ha rimandato tutto al 21 ottobre. Ma un'applicazione letterale delle norme e un eccesso di zelo potrebbero far saltare tutta la procedura.