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lunedì 6 ottobre 2008

ITALIANI ALL'ESTERO: ACLI BRASILIANE A CONGRESSO

Lunedì 6 ottobre a San Paolo. Presente dall'Italia il presidente nazionale Andrea Olivero

Si svolgerà nella città di San Paolo, lunedì 6 ottobre, il congresso nazionale delle Acli Brasiliane, che porterà all'elezione del presidente e dei nuovi organi dirigenti. Alle 9.30, presso la sede nazionale delle Acli in Avenida Ipiranga 318, aprirà i lavori il presidente in carica Giacomo Guarnera. Presiede l'assemblea il responsabile della Rete mondiale aclista Michele Consiglio, vicepresidente delle Acli italiane. A conclusione, l'intervento del presidente delle Acli italiane e internazionali (FAI) Andrea Olivero.Nel pomeriggio, tavola rotonda Le Acli in Brasile promotrici di sviluppo locale. Intervengono: il console generale d'Italia Marco Marsilli e il consigliere del Cgie Claudio Pieroni. Partecipano: Flávio Célio Goldman, segretario municipale del settore Relazioni internazionali; Pe. Alfredo Lima, dell'Arcidiocesi di San Paolo; José Rocha Filho, docente dell'Università Uniitalo. Per le Acli: Rita Blasioli, coordinatrice del Patronato Acli in Uruguay; Maurizio Drezzadore, responsabile del dipartimento Lavoro delle Acli italiane e presidente Enaip (Ente di formazione professionale); Francesco Martinelli, responsabile settore estero del Patronato Acli; Giacomo Morandini, della Ong Ispia. Coordina Edoardo Pollastri, vicepresidente delle Acli Brasile.L'indomani, martedì 7 ottobre, la delegazione delle Acli dall'Italia sarà ricevuta dal Console generale d'Italia Marco Marsilli, quindi dal vescovo ausiliare di S. Paolo Tarcisio Scaramussa. Prevista la visita all'Arsenal de Esperança del Sermig. Nel pomeriggio, incontro con i rappresentanti dell'Unicamp, l'Universidade Estadual de Campinas, per un progetto di ricerca sull'immigrazione italiana a Campinas.

martedì 23 settembre 2008

Immigrazione: misure ingiuste e controproducenti

Il Cdm sui ricongiungimenti familiari. Olivero: 'Inascoltate le parole di Bagnasco'


Roma, 23 settembre 2008 - «Stupisce davvero come neppure più la Chiesa sembra venire ascoltata da questo Governo sul tema dell'immigrazione». Il presidente nazionale delle Acli interviene con un giudizio severo sui contenuti dei decreti legislativi approvati questa mattina dal Consiglio dei ministri riguardanti i ricongiungimenti familiari e le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato. «Proprio ieri - commenta Andrea Olivero - il cardinale Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale, aveva chiesto 'risposte positive' per un'integrazione sociale 'equilibrata' a partire dalle domande di ricongiungimento familiare. Il Governo invece - insensibile a questi richiami così come alle tragiche vicende dei giorni scorsi a Milano, piuttosto che a Castelvolturno - risponde con un inasprimento assolutamente ingiustificato dei requisiti per ottenere il ricongiungimento degli immigrati regolari con i propri familiari. E persino per quanto riguarda i rifugiati, si predispone un inasprimento delle misure nei confronti dei richiedenti, quando ancora manca in Italia, unico paese in Europa, una legge che regoli seriamente il diritto d'asilo».

«Il peggio - continua il presidente delle Acli - è che queste misure restrittive non sono solo ingiuste, ma controproducenti. L'inasprimento delle procedure per l'entrata o la permanenza regolare nel nostro Paese non fa altro che aumentare il tasso di immigrazione clandestina, aggiungendo ai nuovi arrivi - che sono tutt'altro che cessati, al contrario di quanto profetizzava in primavera il Governo - le situazioni di ritorno alla clandestinità causate dalla lentezza burocratica. La vicenda del decreto flussi, in questo senso, è un esempio fin troppo lampante».

«Ma soprattutto - conclude Olivero - ostacolare il ricongiungimento familiare significa boicottare lo strumento principale di integrazione sociale degli stranieri in Italia, con tutte le conseguenze che ciò comporta sul piano della dignità delle persone, del futuro delle cosiddette seconde generazioni e della stessa sicurezza dei cittadini».